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Lingua irlandese

Il gaelico irlandese, comunemente chiamato lingua irlandese (Gaeilge e, prima della riforma ortografica del 1948, Gaedhilge [alt. Gaoluinn (Munster), Gaelag e Gaelic (Ulster)]), è una lingua goidelica parlata nell'isola d'Irlanda.

È una delle tre lingue gaeliche: oltre al gaelico irlandese vi sono infatti anche quello scozzese (compresa la sua variante canadese) e il mannese, la lingua dell'isola di Man. Appartiene al gruppo linguistico delle lingue celtiche insulari della famiglia delle lingue celtiche.

Secondo l'articolo 8 della costituzione della Repubblica d'Irlanda, il gaelico irlandese è, in quanto lingua nazionale, la "principale lingua ufficiale" dell'isola. Dal 1º gennaio 2007 l'irlandese è anche una delle lingue ufficiali dell'Unione europea.

Gli esordi dell'irlandese sono per la maggior parte oscuri. Certo, è fuor di dubbio che l'irlandese sia una lingua celtica, ma il modo e l'epoca in cui esso è giunto in Irlanda è oggetto di accese discussioni. L'unica cosa certa è che al tempo delle iscrizioni in alfabeto ogamico (quindi prima del IV secolo) in Irlanda si parlava già irlandese. Questo periodo linguistico molto antico viene definito irlandese arcaico. I processi linguistici che hanno influenzato l'irlandese antico, come l'apocope, la sincope e la palatalizzazione si sono sviluppati in questo periodo.

Generalmente si ammette che l'irlandese avesse un po' alla volta soppiantato le lingue parlate precedentemente in Irlanda (di cui non si ha alcuna attestazione diretta, ma che hanno lasciato tracce come sostrato linguistico dell'irlandese) rimanendo l'unica lingua parlata nell'isola all'epoca dell'arrivo del Cristianesimo nel IV e V secolo. Si hanno le prove di contatti con la Gran Bretagna romanizzata. A questo periodo risalgono alcuni prestiti latini dell'irlandese, in cui si rispecchia la pronuncia regionale del latino nelle isole britanniche. Altre parole sono giunte in Irlanda nel periodo dell'antico irlandese (600-900 d.C.) con il ritorno in Irlanda dei perigrini. Si trattava di monaci irlandesi e scozzesi, che perlopiù si recavano in missione sul continente dove esercitavano attività monastiche. Questo antico irlandese, ricco di flessioni, mostra nella sua forma scritta un alto livello di standardizzazione e assenza di frazionamento dialettale.

A partire dall'arrivo dei Vichinghi, alla fine dell'VIII secolo, l'irlandese deve spartire l'isola con altre lingue, anche se dapprincipio in misura ridotta. Dopo le iniziali razzie e saccheggi, gli scandinavi si assimilarono in una misura che è contestata (si insediarono soprattutto nelle città costiere come commercianti), lasciando tuttavia poche tracce nella lingua irlandese. Il numero di prestiti scandinavi ammonta a una sessantina.

I disordini sociali e politici di questo periodo vengono comunque visti come i maggiori responsabili del passaggio dall'"irlandese antico", altamente standardizzato, all irlandese medio (900-1200), molto diversificato nella grammatica. Questo si rifletté soprattutto sulla semplificazione delle forme flessive (per esempio. nei verbi), nella scomparsa del neutro, nella neutralizzazione delle vocali brevi non accentate e nell'ortografia assai eterogenea.

Più decisivo e duraturo è stato l'influsso dei Normanni dopo il 1169. Non a caso si parla, a partire dal 1200 fino al 1600 di "Primo neo-irlandese", altrimenti detto irlandese classico. Nonostante i disordini all'inizio di questo periodo e la presenza prolungata dei Normanni nel paese, questa fase è caratterizzata da stabilità linguistica e ricchezza letteraria.

È vero che i nobili normanni si spartirono l'isola con alcuni signori locali, ma col tempo non riuscirono né a conquistare totalmente l'isola né ad assimilarla culturalmente. Soprattutto i territori ai margini occidentali e settentrionali erano perlopiù soggetti a tributi, ma dal punto di vista politico e culturale essi erano ampiamente indipendenti. L'inglese si era affermato solo nella zona di Dublino (chiamata in inglese "The Pale") e di Wexford. Persino con gli statuti di Kilkenny (1366), che vietavano ai coloni di origine inglese di usare l'irlandese, la situazione rimase a lungo tempo immutata. Il fatto stesso che si sentisse l'esigenza di emanarli è significativo della situazione linguistica. Molte delle famiglie di origine normanna o inglese assorbirono, del tutto o in parte, le caratteristiche culturali del paese.

La situazione non cambiò sostanzialmente nemmeno con gli insediamenti programmati di agricoltori inglesi e scozzesi in alcune parti dell'Irlanda durante il XVI e il XVII secolo. Il popolo parlava per la maggior parte l'irlandese, la nobiltà l'inglese o l'irlandese. In questo periodo iniziò verosimilmente il lento calo dei parlanti irlandesi nella popolazione. La cacciata degli ultimi nobili gaelici nel 1607 (Flight of the Earls) privò del tutto la lingua di ogni legame con le classi elevate. Dal punto di vista della storia della lingua inizia qui il neoirlandese o irlandese moderno.

Paese (area geografica)

Irlanda

L'Irlanda (in inglese: Ireland, in gaelico irlandese: Éire, in scots: Airlann) è un'isola situata nell'oceano Atlantico settentrionale.

È delimitata a sud-est dal canale di San Giorgio, a est dal mare d'Irlanda e a nord-est dal canale del Nord.

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